Storia delle schede italiane (1): le “giallo-blu” SIDA

Storia delle schede italiane 1: le giallo-blu SIDANel 1976, in Italia, nasce la prima carta telefonica prepagata: a Roma, più precisamente nel posto telefonico pubblico del Galoppatoio di Villa Borghese, vengono installati i primi telefoni a scheda magnetica. La scelta del sistema a schede è dettata soprattutto dalla necessità di eliminare dai telefoni pubblici le cassettiere raccogli monete o gettoni, spesso oggetto di particolari attenzioni da parte di persone che, specialmente di notte e in zone poco frequentate, le svuotano del loro contenuto. Dopo il primo periodo di sperimentazione, gli apparecchi telefonici a schede magnetiche incominciano a essere installati nelle principali stazioni ferroviarie, negli aeroporti e, in genere, nei luoghi di grande affluenza di pubblico.

ARRIVANO LE “GIALLO-BLU”

L’introduzione della scheda telefonica prepagata non solo risolve il problema dei furti, ma permette a Sip di introiettare in anticipo il corrispettivo di telefonate ancora non avvenute. Le prime schede utilizzate in modo non saltuario e con una diffusione a carattere nazionale sono le cosiddette “Giallo-Blu” del 1977, con il logo Sip in colore giallo su fondo blu. Si inseriscono nel telefono in verticale e hanno valori facciali rispettivamente di 2000, 5000 e 9000 lire, corrispondenti a multipli della tariffa in vigore per uno scatto. Queste schede sono prodotte dalla società Pikappa di Masate e fabbricate in PVC di colore bianco grigiastro. Caratteristica comune a queste prime schede telefoniche è la mancanza della data di emissione; poiché vengono utilizzate da apparecchi telefonici di marca SIDA, sono anche conosciute con il nome di SIDA primo tipo.

Le SIDA primo tipo presentano una punzonatura sull’angolino sinistro (che in termine tecnico si chiama trezzatura) di forma circolare per le carte del 1977, e di forma leggermente curva per quelle del 1978; dall’anno successivo la trezzatura sarà poi sempre dritta. Le card emesse dal 1979 presentano, inoltre, un’importante innovazione: la data di emissione sul lato B della carta, sotto forma di codice numerico a quattro cifre (le prime due indicano l’anno, le altre il mese); queste carte si trovano perciò con data 7903 (marzo 1979), 8003 (marzo 1980), e 8104 (aprile 1981).

È interessante notare come il consumo di questa prima serie di carte sia abbastanza limitato, data la scarsa diffusione di telefoni a schede, come si può verificare dalle tirature conosciute delle varie emissioni. Infatti la serie 7903, che dovrebbe avere una tiratura complessiva di 600 mila pezzi, è in uso fino al marzo 1980, data in cui esce la serie successiva; il consumo, nei tre tagli da 2000, 5000 e 9000 lire, si aggira quindi sui 600 mila pezzi all’anno nel 1979, e in altrettanti esemplari nel 1980 e nel 1981.

Telefono a schede SIDALa serie SIDA primo tipo, considerando tutte le diverse varianti di trezzatura e di bandella, dovrebbe essere composta da 23 carte differenti, emesse tra il 1977 e il 1981 (diciamo dovrebbe perché non si può escludere che possano essere trovate e catalogate nuove varianti fino a oggi sconosciute). La tiratura, che per le emissioni del 1979, 1980, e 1981 dovrebbe essere di 100.000 pezzi per tipo, quasi sicuramente va completamente dispersa per almeno tre motivi. In primo luogo le schede completamente usate sono trattenute dall’apparecchio telefonico e successivamente distrutte in presenza della Guardia di Finanza. In secondo luogo il collezionismo all’epoca non è abbastanza sviluppato, quindi quasi nessuno raccoglie le schede telefoniche. Infine, le schede SIDA primo tipo non sono abbastanza belle, con figure o scritte accattivanti, da fare in modo che l’utente occasionale sia invogliato a metterle da parte. Quindi le schede SIDA primo tipo esistenti sul mercato sono sicuramente molte di meno di quanto lasci intendere la loro tiratura. Il loro prezzo attuale, pur essendo su livelli già abbastanza elevati, è sicuramente destinato ad aumentare: basterebbe che anche solo una piccola parte dei nuovi collezionisti avesse la voglia e la possibilità di spingersi indietro nel tempo con la propria collezione.

UN NUOVO LOOK PER LE SCHEDE SIDA 2

Dopo l’emissione delle ultime carte del cosiddetto tipo SIDA 1, avvenuta nell’aprile 1981, Sip (Società Italiana per l’Esercizio Telefonico è la denominazione dell’epoca) decide di rifare il look delle sue schede telefoniche; il colore di fondo su cui campeggia il logo Sip passa infatti dall’azzurro al giallo, e di conseguenza il logo Sip e il valore nominale diventano azzurri, mentre le indicazioni sulle modalità d’uso del lato A sono gialle su fondo blu. Anche il lato B, dove compaiono delle scritte esplicative in tre lingue, italiano, inglese e francese, risulta ampiamente rimaneggiato rispetto alla precedente tiratura.
Ma la caratteristica più importante delle schede SIDA 2 è il nuovo valore nominale dei tre tagli che compongono ciascuna tiratura. Il valore minimo della serie passa da 2000 a 3000 lire, il valore medio da 5000 a 6000, mentre il valore massimo viene lasciato inalterato a 9000 lire; l’inflazione che caratterizza i primi anni Ottanta incomincia perciò a farsi sentire, con un aumento nominale, rispetto alla precedente emissione dell’aprile 1981, di circa il 12%. Le varie tirature dell’emissione del febbraio 1982 proseguono, con piccole variazioni delle caratteristiche tipografiche della numerazione di controllo del lato A, per circa tre anni, mantenendo sempre la data 8202. Durante questo periodo il consumo effettivo di carte telefoniche si può desumere dalla tiratura complessiva di 7 milioni e 900 mila pezzi, pari a circa 220 mila carte al mese.

Nel febbraio 1985 viene finalmente deciso di aggiornare la data di emissione, che diventa perciò 8502 (febbraio 1985). È con questa data che appaiono le prime schede telefoniche emesse appositamente per le minoranze di lingua tedesca dell’Alto Adige, caratterizzate da diciture in italiano, tedesco e inglese. La tiratura di questa prima emissione è di 100.000 esemplari per ciascun valore, da 3000, 6000 e 9000 lire. Una tiratura piuttosto alta per una scheda ordinaria, che però assicura una capillare diffusione nelle valli altoatesine. Pertanto le schede “8502 Alto Adige” sono decisamente rare sia usate, sia, a maggior ragione, nuove. A questa prima emissione ne seguono altre con data 8503, 8504, 8505, 8506, 8507. Nel complesso nei primi sei mesi del 1985 sono emessi circa 5,5 milioni di esemplari, destinati a soddisfare i crescenti desideri telefonici degli italiani fino alla successiva emissione programmata per il maggio del 1986. Il 1985 si chiude con un’emissione per l’Alto Adige, in tre tagli da 3000, 6000 e 9000 lire, che sono anche gli ultimi ad avere le caratteristiche delle carte tipo SIDA 2.

NASCONO LE SIDA 3

Nel maggio 1986, dieci anni dopo la prima emissione, vede la luce la serie di carte del tipo SIDA 3. le nuove schede si distinguono principalmente per la scomparsa dal lato A della matrice (riquadro bianco) sostituita dalla data che nella SIDA 2 era sul lato B. Nel corso del 1986 si succedono altre emissioni, tra cui una per l’Alto Adige, in maggio, nei tre tagli da 3000, 6000 e 9000 lire, in giugno, in luglio e, infine, in ottobre e in novembre, nei valori bassi di più largo consumo. Complessivamente, le SIDA 3 emesse nel 1986, e destinate al consumo fino all’aprile 1987, sono circa 6,7 milioni, con vendite medie di circa 600 mila pezzi mensili; quasi il doppio rispetto alle ultime SIDA 2, segno che gli apparecchi telefonici dotati di lettore di scheda magnetica si stanno diffondendo capillarmente.

Per finire con le SIDA, va ricordato che la loro emissione prosegue per tutto il 1987, per terminare nel marzo del 1988 con una scheda da 3000 lire per l’Alto Adige. Senza contare i vari sottotipi, le carte SIDA 2 emesse complessivamente dovrebbero essere 24, mentre le SIDA 3 ammonterebbero a 33.